Open Source Come Nuovo Modello di Business
Questo articolo e’ mio, e’ un po’ vecchiotto, ma pur sempre valido. Lo scrissi su un sito che in seguito ho abbandonato e che sta per essere smantellato quindi lo lascio qui per consegnarlo all’eternita’!
Redatto in data 10 marzo 2006
Mangereste mai qualcosa di cui non conoscete gli ingredienti? Comprereste mai in un supermercato un alimento senza la garanzia di un ente super-partes?
Guidereste mai un’automobile in autostrada senza che abbia passato controlli che non siano quelli che la stessa casa stabilisce esser necessari?
Far così sarebbe come chiedere all’oste com’è il suo vino.
Tuttavia è quello che spesso si fa con il software, almeno con quello closed-source. E spesso e volentieri anche se in gioco non c’è la vita umana ci sono dati personali, lavoro e capitali quantificabili. Nulla di astratto.
Utilizzando software closed-source le controversie che ci si ritrova ad accettare non sono poche, prima tra tutti quella che riguarda la sicurezza dei dati personali.
Se la crittogratografia è quella tecnica che, attraverso algoritmi matematici trasparenti ed aperti, riesce a garantire la protezione di un contenuto e la steganografia è la tecnica di nascondere l’informazione ai piu’ in modo da non doversi preoccupare della sicurezza, OpenSource e ClosedSource possono essere benissimo associati a queste due principi fondamentalmente diversi di intenderla. Ci passa un po’ la differenza che c’è tra accedere in casa con un sofisticato sistema di autenticazione dell’iride o nascondere le chiavi sotto il tappeto o dietro il vaso. Potrebbero staccarci l’occhio e non trovare mai le chiavi, ma diciamo che è un caso improbabile.
Quando ciò che non ci è dato sapere è il modo in cui vengono gestiti e protetti i dati personali ci si imbatte in un vero abuso, specie nella misura in cui non vi è nemmeno offerta possibilità di scelta. (Leggasi Windows e Monopolio, il Winopoli dell’articolo precedente).
Conoscere i meccanismi che regolano un software dovrebbe essere un diritto di chi lo utilizza la cui imprescindibilità dovrebbe essere direttamente proporzionale alla criticità che esso rappresenta per i suoi dati personali, anche se poi probabilmente conoscerli sarà un interesse per pochi. Tuttavia, tornando agli esempi precedenti del cibo e dell’automobile ci si rende facilmente conto che l’utenza non può essere costituita da dietologi o ingegneri automobilisti, ma che si possa conoscere, se lo si vuole, il parere di organismi indipendenti.
Tutto questo per il Software non è possibile, o meglio non lo è per quella enorme fetta dell’utenza, pedina di un ignaro monopolio, che quotidianamente utilizza sistemi propietari ClosedSource.
Utilizzare software ClosedSource come il Sistema Operativo significa affidare i propri dati ed i propri capitali, informazioni critiche quali numeri di carta di credito e password, a qualcosa della quale nessuno conosce i meccanismi che, rasentando l’assurdo. E’ un paradosso che chi debba controllare che l’integrità di qualcosa di tanto critico possa essere, per il diritto internazionale, solo chi lo realizza e lo vende.
Se non fosse per quanti, andando contro le leggi in vigore, hanno analizzato qel codice protetto, probabilmente oggi la maggior parte delle vulnerabilità sarebbe nota solo ad una elite ancora piu’ esigua e tecnica. Realizzare un virus informatico significa infatti render noto al mondo di una vulnerabilità che diversamente sarebbe potuta esser lucrosa.
Essendo illegale la ricerca indipendente di vulnerabilità si dovrebbe rimaner immobili in attesa che questa venga scoperta da chi il software lo realizza e che magari ponga rimedio, e sperare che nel frattempo nessuno meno scrupoloso la sfrutti. Questa è la logica: Security trought obscurity.
L’altra possibilità qual’è? Utilizzare software Open. Un software OpenSource è un Software del quale tutti possono conoscerne i sorgenti, analizzare, studiare, estendere e sistemare a seconda delle esigenze. Sebbene il mercato sia nelle mani della fazione opposta, il tempo ha dimostrato che software di questo tipo è molto piu’ sicuro nonchè adattato per soluzioni commerciali.
Purtroppo quasi sempre questo software non fa, per scelta, business e, di conseguenza, non fa testo. Quello OpenSource è un modello applicato da aziende come SUN e Novell ma purtroppo stenta a decollare nonostante OpenSource non sifnigica necessariamente Software gratuito.
La maggior parte del software il cui sorgente è libero è anche gratuito e quindi è facile, quanto sbagliato, pensare che Open lo sianecessariamente. Su questo che fan leva i colossi come Microsoft per rimarcare la loro posizione dominante sostenendo, generalizzando, che il software Open sia di bassa qualità, che non possa rappresentare un business, che viola la proprietà intellettuale e così via avviando una campagna denigratoria nei confronti di chi lo adotta.
Per quanto riguarda il modello di business sarebbe invece lo stesso. Prendiamo l’esempio di un libro. Beh, la proprietà intellettuale di una citazione è di chi la scrive la prima volta; tutti possono leggerla, capirla. Ciò che è impossibile, e la legislazione vieta, è prendere una citazione di qualcunaltro e, lucrandoci, spacciandola per propria. Ma nessuno impedisce che si possa fare una critica di quel libro.
Molte aziende hanno migrato verso questo modello se non in toto, almeno in parte. Sun, madre del Sistema Operativo da molti definito come il piu’ evoluto del mondo, Solaris, ha reso aperto il suo codice (potete trovarlo su www.opensolaris.com). Il cuore di MacOSX, il celeberrimo desktop di Apple si chiama Darwin ed è Open (www.opendarwin.com). Il piu’ popolare ed affidabile webserver del mondo, Apache, è Open.
Mozilla Firefox e Thunderbird, web browser e client di posta, sono Open.
Chi non ha la minima intenzione di rendere Open il proprio codice? Chi fa Monopolio e non deve curarsi della qualità di questo quando basta non renderlo noto.
Il caso di Windows
E’ l’unico Sistema Operativo che legittima l’esistenza di Virus, Spyware ed altra spazzatura informatica, che, nel resto dei sistemi, non avrebbero ragione di esistere. Tutto ciò che gira attorno al Sorgente Chiuso ha in qualche modo a che fare con interessi diversi da quelli dei consumatori che, al contrario, li vuole mantenere nell’ignoranza per mantenere la propria posizione.
Viene spesso nascosto, dal diritto di proprietà intellettuale, il gioco che il gatto fa col topo, nascondendo i meccanismi che regolano questo insano mercato.
Credete che Microsoft abbia interesse ad impedire l’esistenza di Virus quando si è radicata nell’opinione comune che siano una cosa inevitabile potendo mantenere un certo mercato di prodotti satellite come Antivirus e Firewall? Utilizzare un registro che è un labirinto che appesantisce il sistema quando coi suoi partner può vendere strumenti di deframmentazione che dovrebbero renderlo migliore? Perchè non crearlo migliore?
Ovviamente per Microsoft indirettamente arrivano gli introiti di quelle vendite grazie alla vendita di specifiche alle Software House, tagliando fuori, piu’ o meno legalmente, le piu’ piccole che quasi inevitabilmente vengono assorbite.
Questo è un Monopolio: una dittatura pervasiva e silenziosa che agisce plagiando l’Opinione pubblica.
Come aziende quel che fanno è normale: tutelano i propri interessi, massimizzano i profitti.
Ma perchè come utenti, spesso, si accetta questo? Il business sono quest’ultimi, sono loro che scelgono e permettono alle major di stabilire le regole del gioco senz’appello.
Scegliendo software Open si alimenta un nuovo paradigma piu’ equo che vuole i consumatori parte attiva ed informata di quello che usano, proprio come un pizzaiolo impasta la pizza davanti a voi. La pizza la pagate ugualmente e non ha il sapore plastido di quella dello Spizzico o del “gustoso” panino gommoso del McDonald, con lo stesso sapore in tutto il mondo a prescindere dagli ingredienti..
..sono cose che dovrebbero far riflettere..

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